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Liz Greene è una delle astrologhe più
influenti del dopoguerra. Basandosi sul lavoro dei suoi predecessori,
come Alan Leo e Dane Rudhyar, Liz ha tracciato delle lezioni dalla psicologia
del 20° secolo, in particolare dagli scritti di C.G. Jung, per creare
un'astrologia psicologica basata sul concetto di psicologia come processo
dinamico piuttosto che come descrizione della personalità. Iniziando con
"Saturno" nel 1976 e proseguendo con "La relazione interpersonale" nel
1977, Liz Greene ha prodotto una notevole serie di libri nei quali ha
elaborato e approfondito la sua originale
visione dell'astrologia, intesa più come ciò che si può diventare, piuttosto
che ciò che si è. E' laureata in Psicologia e ha conseguito il diploma
presso la Faculty of Astrology Studies (di cui è Patrono) ed è una qualificata
analista junghiana. E' direttore del Centre for Psychological Astrology,
che lei stessa ha creato nel 1983 insieme al precedente direttore Howard
Sasportas. Per informazioni riguardo a corsi di formazione e seminari,
consultate il sito www.cpalondon.com
Ho
incontrato Liz a Londra, il 14 agosto del 2001, in occasione di questa
intervista. Considerato il disastro dell'11 settembre, la sua presentazione
dello spirito del tempo di Saturno-Plutone assume un significato profondamente
profetico.
L'articolo
originale apparve sulla rivista astrologica americana "The Mountain Astrologer"
(Dic/Gen 2002). L'edizione è ancora disponibile sul sito web www.mountainastrologer.com
Parte
1, Parte 2, Parte
3, Parte 4
Nick
Campion: Per
iniziare Liz, mi piacerebbe parlare un po' di Plutone, il pianeta del
momento, specialmente in vista dell'attuale opposizione Saturno-Plutone.
Ho letto ciò che hai scritto riguardo a Saturno e Plutone nel tuo libro
"Saturno"; hai dichiarato che quando questi pianeti formano un aspetto
"spesso si forma un movimento accuratamente e deliberatamente organizzato,
indirizzato verso un'esperienza di autodistruzione".[1] Hai aggiunto che la persona potrebbe
essere cosciente di tale movimento ossessivo, ma di non essere in grado
di controllarlo. Io ho questo aspetto di Saturno-Plutone quadrati al mio
sole in questo momento, e mi chiedo: come posso esserne cosciente? In
effetti come si fa a prendere coscienza di qualcosa? Hai sperimentato
questa opposizione quest'anno con i tuoi clienti? E' stato evidente?
Liz
Greene: Oh
si, molto evidente. Non sono molte le persone che non sono coinvolte,
in un modo o nell'altro, perché solamente i pianeti nei segni mobili non
sono interessati. Anche gli aspetti di semi-quadratura e sesquiquadratura
sono colpiti, e ciò avviene in tutti i segni cardinali. Quindi si, molti
clienti hanno iniziato ad indossare l'armatura.
Nick
Campion: Intendi
dire che stanno assumendo un atteggiamento auto-protettivo?
Liz
Greene: E'
una reazione molto comune, e probabilmente la più naturale. Saturno è
molto più definibile individualmente, mentre Plutone è così travolgente
che la risposta iniziale è quella di rifugiarsi in Saturno cercando di
difendersi da Plutone. Non è sbagliato agire in questo modo, è inevitabile
e naturale. Ma non è necessariamente la cosa migliore da fare. L'aspetto
eserciterà comunque la sua influenza, ma le persone si comporteranno in
questo modo.
Nick
Campion: Riguardo
alle rispettive posizioni planetarie, pensi che ci sia un particolare
carattere Gemelli-Sagittario in questa opposizione Saturno-Plutone?
Liz
Greene: Si
lo penso, perché mi sembra che si stiano delineando questioni che hanno
a che fare con la moralità, così come questioni che riguardano la conoscenza
in opposizione ad un qualche sviluppo intuitivo. Si sta creando una grande
contrapposizione intellettuale. Alcune concezioni stanno per essere dibattute,
sebbene il modo in cui si delinea l'opposizione Saturno-Plutone sembra
possa avere risvolti concreti nella vita di molte persone. Con tutti i
conflitti che sembra stiano per esplodere, sia su un piano personale che
collettivo, le ideologie, i concetti, le convinzioni, l'insieme delle
conoscenze sono messi in discussione, al di là di qualsiasi guerra si
stia per combattere.
Nick
Campion: C'è
un esempio particolare, al momento, di uno scontro ideologico che citeresti?
Liz
Greene: Beh,
che ne dici dell'Irlanda del Nord? Va avanti da molto tempo e potrebbe
entrare in una nuova fase ora, anche se non penso che ciò dipenda unicamente
dall'aspetto Saturno-Plutone.
Nick
Campion: Nella
carta astrale della creazione del Regno Unito e dell'Irlanda del Nord
(7 dicembre 1922), il sole si trova a 14° del sagittario.[2]
Liz
Greene: Il
sole e il discendente sono a 5° di distanza l'uno dall'altro. La carta
astrale dell'Irlanda del Sud[3] e la carta del Regno Unito,
comprendente l'Irlanda del Nord, sono a un giorno di distanza. Entrambi
stanno risentendo dell'opposizione Saturno-Plutone.
Nick
Campion: Si,
spesso ciò comporta una completa incapacità, da entrambe le parti, di
identificarsi con il punto di vista dell'altro. O persino di rendersi
conto che esiste un punto di vista. A quale archetipo pensi corrisponda
Plutone? Non trovi un pò artificiale dire "questo pianeta corrisponde
a questo archetipo e quel pianeta a quell'altro", come se fossero piccole
scatole?
Liz
Greene: Si,
è artificiale.
Nick
Campion: Ad
un certo punto hai parlato di Plutone come Lucifero, l'angelo nero che
porta la notte, in un altro punto ne hai parlato come femminile, e poi
come archetipo dell'immortalità e del ciclo senza fine della morte e della
rinascita.[4]
Liz
Greene: Non
penso si possa dire "questo è il pianeta, questo è l'archetipo, combaciano",
perché si sta cercando di obbligare insieme due sistemi simbolici differenti.
Non corrisponderanno mai esattamente. Probabilmente è meglio considerare
i simboli planetari come aventi relazioni familiari con un'ampia gamma
di immagini, che si combinano in modi differenti. Uno degli archetipi
plutoniani è certamente Lucifero. Un altro è costituito dalle Parche.
Uno è il Mefistofele di Goethe, un altro è Kali. C'è un ampio spettro
di immagini mitiche che possono aiutarci a spiegare il principio di Plutone.
E' quasi impossibile definirlo se non attraverso metafore poetiche. C'è
una vita intelligente nella sostanza stessa, che sembra associata alla
forza vitale delle cose animate. E' la natura stessa, o la forza vitale
della natura, che sopravvive. E per sopravvivere deve passare necessariamente
attraverso trasformazioni, cambiamenti, processi di morte e rinascita,
che abbattono forme preesistenti nel momento in cui diventano obsolete
e ne generano di nuove. Sperimentiamo Plutone come qualcosa di distruttivo,
per questo lo definiamo con Mefistofele, oppure lo sperimentiamo come
nutrimento, per questo lo definiamo Grande Madre. A volte lo sperimentiamo
come fato, ci riferiamo allora all'immagine delle Moire, le dee greche.
A causa dei molteplici modi in cui lo viviamo, abbiamo bisogno di molteplici
immagini per definirlo.
Nick
Campion: Plutone
fu scoperto nel 1930 e gli astrologi spesso parlano della connessione
tra il fascismo e l'irruzione dell'archetipo plutoniano nella coscienza.
E' una correlazione forte, difficile da ignorare. Tu pensi che, da quel
momento, l'archetipo di Plutone si è rafforzato?
Liz
Greene: Non
penso che sia diventato più forte. Ciò che è successo è che ne siamo più
coscienti rispetto a prima, lo avvertiamo come qualcosa che opera sia
nella società che nella natura. E sebbene sia difficile ignorare l'avvento
del fascismo e la scoperta del nucleare, penso che dovremmo essere prudenti
perché dittatori, genocidi, invasioni collettive, sconvolgimenti e morti
accadono da sempre. La differenza è che ora c'è una coscienza dell'archetipo
di Plutone come qualcosa a cui abbiamo dato un nome. Siamo divenuti consapevoli
che si tratta di qualcosa che opera nel mondo, e tale consapevlezza ci
offre maggiori margini per poterlo usare o sfruttare in modo cosciente.
Ciò non lo rende necessariamente più forte. Significa solamente che abbiamo
cominciato a capirne il significato, piuttosto che rappresentarlo in maniera
cieca e inconsapevole.
Nick
Campion: Per
quanto riguarda il concetto di rappresentazione, stavo leggendo The Oroscope
in Manifestation.[5] Ad un certo punto ti rivolgi ad una delle
persone del seminario dicendo "Sei nella recita", e questa persona risponde
"Che vuol dire, sono nella recita?". E tu dici "Si, tu stai rappresentando
Giove". Come ti aspetti che le persone rappresentino Plutone? Come affronteresti
qualcuno che viene da te con un fortissimo problema plutoniano?
Liz
Greene: Prima
di tutto vorrei ascoltare da lui, e parlarne, di come si sente e di come
sta sperimentando il problema. I pianeti lontani possono essere così travolgenti
che la persona potrebbe perdere completamente i propri confini. Questo
è ciò a cui si va incontro durante i transiti di Plutone. Qualunque cosa
che possa facilitare la persona ad avere una prospettiva di ciò che sta
sperimentando è di aiuto immediato. Sia che il sentirsi sopraffatto sia
una sensazione interna o esterna, è molto importante essere in grado di
dire "sono disperato. Mi sembra che tutto intorno a me stia morendo".
E' importante cercare di trovare un approccio individuale piuttosto che
abbandonarsi ad una marea travolgente. Quindi inizio sempre dai sentimenti
che sta provando la persona prima di parlare di cosa può significare il
pianeta. A volte accade che la persona si disconnette dai propri sentimenti
perché ha paura. Ho notato che per alcune persone, quando si trovano sotto
un forte influsso di Plutone, il senso di sopraffazione è così terrorizzante
- specialmente se si tratta di persone con un ego fragile - che se ne
disconnettono. A quel punto iniziano a comportarsi come Plutone. Sono
in balia di qualsiasi evento.
Nick
Campion: Quindi
cosa significa comportarsi come Plutone? Essere ossessivi?
Liz
Greene: Si,
ossessivi.
Nick
Campion: In
maniera aggressiva?
Liz
Greene: Non
necessariamente. Plutone può essere molto circospetto, sebbene sempre
definito in un comportamento del tipo "si tratta di vita o di morte, ed
io devo vincere o sarò distrutto". E' questo che porta le persone a comportarsi
veramente male a volte. Iniziano lotte di potere e manipolano gli altri,
oppure si ritrovano in situazioni in cui vengono vittimizzati da qualcuno
molto potente. Plutone non è necessariamente aggressivo. E' rinchiuso
in un modello naturale ed è una forza che può opprimere tutto o diventare
la vittima di tutti.
Nick
Campion: Porre
sé stessi in una posizione vittimistica nei riguardi dell'autorità ci
ricorda il classico aspetto Sole-Plutone.
Liz
Greene: E'
certamente una delle manifestazioni classiche. Intendi nella carta natale
o come transito?
Nick
Campion: Nella
carta natale. Ma faresti una distinzione tra tema natale e aspetti di
transito in questo caso?
Liz
Greene: Si,
la farei, perché se si tratta del tema natale, è un processo continuo.
Se si parla di transito senza un aspetto natale si tratta di un'esperienza
che la persona affronterà, ma forse non sarà quella essenziale su cui
basare la propria vita. Ma se parliamo di tema natale è necessario che
la persona si renda conto dell'aspetto della sua vita che deve comprendere
a fondo e conviverci. Si è costretti a stabilire una relazione con tale
aspetto.
Nick
Campion: Se
si ha l'aspetto Sole-Plutone nel tema natale bisogna incorporarlo nel
proprio modo di essere, così quando si verifica, il transito di Plutone
potrebbe risultare meno profondo rispetto a chi lo sperimenta senza avere
l'aspetto nel tema natale.
Liz
Greene: Beh,
forse non "meno profondo" ma molto più familiare. La persona potrebbe
dire "si lo riconosco, è solo più forte". Al contrario se non si ha questo
aspetto nel tema natale la reazione è più simile a "che sta succedendo?".
Durante un transito di Putone e' di grande aiuto avere questo pianeta
legato all'ascendente, al sole, alla luna o a mercurio, o avere comunque
il pianeta in aspetto, perché in questi casi è sempre presente un senso
plutoniano della vita. Gli esseri umani devono accettare l'esistenza di
qualcosa di più grande di loro che opera nella vita. Non si può gestire
Plutone senza accettare questo concetto. Se lo si è accettato allora sarà
più facile gestire tutto ciò che si verifica durante il transito perché
sapremo definirlo. Rischiamo di perdere il controllo se non conosciamo
il nome di ciò che dobbiamo affrontare.
Nick
Campion: Quindi
ciò che di utile si ottiene andando dall'astrologo è il fatto di poter
dare un nome all'animale con cui abbiamo a che fare. L'astrologo lo etichetta
e noi possiamo oggettivarlo, definirlo e relazionarci con esso.
Liz
Greene: Si,
è lo stesso processo su cui si basano tecniche come l'immaginazione attiva
o il lavoro sui sogni. Se siamo in grado di dare un nome a ciò che stiamo
sperimentando, dargli un contenuto e definirlo attraverso un simbolo,
per esempio un simbolo astrologico, un dipinto, un disegno o un pezzo
musicale, abbiamo creato una distanza tra noi e l'evento stesso. Forse
non potremo oggettivarlo nel senso che non sappiamo cos'è, però potremo
relazionarci con esso invece di esserne sopraffatti, e poi portarlo alla
coscienza e gestirlo.
Nick
Campion: Che
distinzione faresti tra gli aspetti Luna-Plutone e Sole-Plutone? Gli aspetti
Luna-Plutone riguardano principalmente la famiglia?
Liz
Greene: Penso
di si. Luna-Plutone agisce più attraverso l'eredità fisica e psicologica.
Si sperimenta la dimensione plutoniana della vita visceralmente, sia nel
corpo che attraverso i sentimenti e le relazioni. Opera a livello viscerale
mentre Sole-Plutone si riferisce più a ciò che concerne il proprio destino,
il proprio cammino, i propri obiettivi.
Nick
Campion: In
"The Horoscope in Manifestation" ti rivolgi ad una persona della platea
che ha Plutone quadrato alla Luna dicendo "stai sopportando problemi relativi
all'eredità familiare, al mondo ferito, alla sofferenza degli altri e
al senso del dovere che tali sofferenze risvegliano"[6].
Sembra più qualcosa relativo al passato, in opposizione all'aspetto Sole-Plutone,
che si riferisce invece al futuro.
Liz
Greene: Si,
Luna-Plutone porta un grande guardaroba con sé. Gli oggetti di famiglia
si trovano in soffitta e nel seminterrato.
Nick
Campion: Scheletri
nell'armadio?
Liz
Greene: Scheletri
nell'armadio. Il bambino che nasce con un aspetto Luna-Plutone sa che
la vita è pericolosa. Niente è per sempre, tutto può essere distrutto.
Non è veramente capace di rilassarsi e trascorrere del tempo spensieratamente
perché ha sempre una innata comprensione, una consapevolezza istintiva
della natura ciclica della vita e della mortalità di ogni cosa, dell'inevitabilità
del cambiamento. Quel senso di costante pericolo che può trasformarsi
in uno straordinario dono. Ma che può anche, comprensibilmente, portare
ad una tendenza alla depressione.E' come andare ad una festa e non riuscire
a divertirsi, perché a un certo punto, quando l'orologio segnerà la mezzanotte,
ci si renderà conto che tutti gli invitati sono più vecchi di un anno,
destinati ad ammalarsi e a morire, per cosa? Perché? L'aspetto comporta
tutte queste domande ed ansie.
Nick
Campion: Un
punto che hai sviluppato fortemente nei tuoi primi scritti è l'idea che
una combinazione planetaria può avere possibili conseguenze negative ma
nello stesso tempo contenere anche i mezzi per poterla affrontare. Quindi
se Luna-Plutone porta una naturale tendenza alla depressione, quale può
essere il modo di trasformare questa tendenza e riportare il sorriso sul
viso di chi la sperimenta?
Liz
Greene: Penso
che prima di tutto non bisogna cercare a tutti i costi di riacquistare
il sorriso. Una parte del problema è che noi percepiamo gli stati di depressione
e lutto come condizioni patologiche che vanno curate. Metà degli americani
si curano per evitare la depressione. La depressione e la malinconia hanno
una lunga tradizione come uniche condizioni in cui si può entrare in contatto
con la propria anima. Se si va in giro con un perpetuo sorriso sul viso
si rischia di non considerare in maniera utile e creativa una parte importante
della vita. La tendenza ciclica alla depressione rappresentata da Luna-Plutone
significa, prima di tutto, comprendere la depressione in modo diverso,
per esempio chiamandola malinconia, esplorando le sue profondità per poi
ritornare alla superficie. Tutte le questioni più profonde vengono alla
luce. Nel mondo di Plutone tutto muore, per questo c'è sempre un costante
rimpianto per ciò che è passato. E' come perdere una persona cui si era
molto legati, se non si affronta il processo del lutto qualcosa rimane
bloccato e malato. Sarebbe di grande aiuto considerare la depressione
come qualcosa di utile e creativo, invece di cercare in tutti i modi di
riacquistare il sorriso. Penso che il sorriso si formi con un senso di
ironia, un diverso tipo di sorriso che può portare ad un tipo di umorismo
legato ad una comprensione dell'assurdo.
Nick
Campion: Ricordo
una volta, tanto tempo fa, c'era un articolo sul bollettino dell'Astrological
Association, Transit, in cui Eve Jackson considerava la prevalenza di
Plutone negli oroscopi dei Monty Python.[7]
Viene da pensare all'immagine del clown triste con il viso rigato dalle
lacrime.
Liz
Greene: Plutone
ha la sua personale forma di sorriso. E' sbagliato pensare che il sorriso
debba essere sempre del tipo di Steinway, con incollato sopra "Buona giornata".
Trarre qualcosa di rigenerante e gratificante dall'esperienza di Plutone
significa trattare la divinità con rispetto e non cercare di trasformarla
in un mucchio di risate.
Nick
Campion: Mentre
parlavi mi è venuta in mente un'immagine tipica dei paesi mediterranei,
le chiese cattoliche buie con vecchie donne in nero, le candele accese
per i membri della famiglia morti. Questo è il loro modo di gestire Plutone
e il lutto.
Liz
Greene: Si.
Forse va bene per quelle culture, potrebbe non funzionare in Inghilterra.
Inoltre alcune culture sono meno spaventate nel dare sfogo al dolore e
alla rabbia che spesso lo accompagna, perché giustamente dovremmo essere
furiosi quando qualcosa muore. Se ci riferiamo al Faust, Goethe aveva
il Sole quadrato a Plutone in scorpione. Ad un certo punto Mefistofele
dice "Che importa se questa donna muore?" e Faust pronuncia una dichiarazione
indignata sostenendo che la morte di quella giovane donna è una tragedia
terribile. Dovremmo sperimentare quella reazione di fronte a Plutone.
Dopo potremmo spazzare via la rabbia e il dolore. In alcune culture lo
fanno più facilmente.
* *
*
Parte
1, Parte 2, Parte
3, Parte 4
©
2001 Nicholas Campion -Diritti Riservati
Nicholas
Campion è ex Presidente dell'Astrological Association del Regno Unito.
Studia Astrologia dai primi anni '70 e insegna questa materia dal 1980
per Il Camden Institute di Londra, la Faculty of Astrological Studies
e, più recentemente, per il Kepler College. Attualmente è anche uno studente
diplomato nel dipartimento di Studi Religiosi presso il Bath Spa University
College, in Inghilterra. Nick ha vinto nel 1992 il premio Marc Edmund
Jones, nel 1994 il premio Georges Antares e nel 1999 il premio Spica per
l'eccellenza professionale. I suoi libri comprendono "Mundane Astrology"
e "The Book of World Horoscopes". Informazioni su questi libri sono disponibili
sul sito web: www.nickcampion.com
[1] Liz
Greene, Saturn: A New Look at an Old Devil, Wellingborough, U.K.: Aquarian
Press, 1976, p. 142.
[2] Nicholas
Campion, Book of World Horoscopes, Bristol, U.K.: Cinnabar Books, 1997,
Chart #358, p. 395.
[3] Ibid.,
Chart #92, p. 147.
[4] Greene,
Saturn, pp. 140, 189; The Outer Planets and Their Cycles, Reno, NV:
CRCS, 1983, p. 140.
[5] Liz
Greene, The Horoscope in Manifestation, London: CPA Press, 1997.
[7] Eve
Jackson, "Monty Python, Pluto and the Fool," Transit, No.
43, November 1983, pp. 13-17.
Traduzione dall'inglese: Simona d'Alessio
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