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Ho incontrato
Liz Greene a Londra il 14 agosto 2001 per discutere il suo lavoro in astrologia
e le sue posizioni al riguardo. Nella parte 1 dell'intervista (apparsa
in The Mountain Astrologer, dic. 2001/Gen. 2002), abbiamo parlato dell'attuale
opposizione Saturno-Plutone e di ciò che ne pensava. Nella parte 2 affrontiamo
la sua formazione in astrologia e le sue conclusioni circa la natura e
la pratica di questa attività.
L'articolo
originale è apparso nella rivista astrologica americana "The Mountain
Astrologer" (Feb/Mar 2002), ed è ancora disponibile sul sito www.mountainastrologer.com
Parte
1, Parte 2, Parte 3, Parte
4
Nick
Campion: Liz,
una domanda cruciale per iniziare: come ti sei ritrovata coinvolta nell'astrologia?
E' stata una scoperta graduale o una rivelazione improvvisa?
Liz
Greene: Probabilmente
è stata più improvvisa che graduale. Non ricordo il periodo in cui non
ero cosciente dell'astrologia; se ripenso all'infanzia, già c'era l'astrologia.
Non avevo problemi al riguardo, e quando ero all'università andai da un'astrologa
per farmi fare la carta astrale, e quello fu veramente l'inizio. Mi intrigò,
e volli sapere come funzionava, così cominciai a studiare da sola.
Nick
Campion: Dovevi
avere circa 20 anni.
Liz
Greene: Ne
avevo 19. Alcuni amici avevano deciso di andare da Isabel Hickey, così
mi dissero "perché non vieni e ti fai fare la carta?". Lei era una figura
fondamentale nell'astrologia dell'East Coast degli Stati Uniti a quel
tempo. Molte persone la conoscevano, compresi Howard Sasportas e Darby
Costello[13]. Molti
avevano varcato la sua soglia. Era una teosofista intransigente, incline
all'esoterismo e abbastanza dogmatica. Ma la sua astrologia era solida
e le sue convinzioni erano adatte a quei tempi.
Nick
Campion: Cosa
studiavi all'università?
Liz Greene: Psicologia.
Nick
Campion: Era
quello il tuo principale interesse a lungo termine?
Liz
Greene: Si.
Era cominciato quando, all'età di 12 anni, avevo trovato una copia dell'"Interpretazione
dei Sogni" di Freud.
Nick
Campion: Quindi
eri una bambina prodigio?
Liz
Greene: Certamente
ero una bambina freudiana!
Nick
Campion: Scoprire
Freud fu una rivelazione?
Liz
Greene: Fu
una rivelazione importante. Improvvisamente ci ero arrivata. Non fu tanto
il fatto che tutto ciò che diceva Freud aveva immediatamente senso per
me, ma piuttosto l'enunciazione del concetto che gli esseri umani possedevano
un lato che non conoscevano, che esistevano dei processi inconsci sempre
al lavoro dentro di loro: questo per me aveva perfettamente senso. Io
già lo sapevo, ma nessuno mi credeva. Ora invece avevo uno scritto che
confermava ciò che ai miei occhi era chiaramente visibile, già in giovane
età. Cominciai ad investigare. Iniziai a leggere tutto sulla psicologia,
e sulla letteratura che aveva a che fare con problematiche psicologiche.
La mia ispirazione fu principalmente la psicologia e la letteratura a
carattere psicologico, più che l'astrologia.
Nick
Campion: La
tua laurea all'università era di orientamento Freudiano? O comportamentale?
Liz
Greene: Comportamentale.
Nick
Campion: I
topi in gabbia?
Liz
Greene: I
topi in gabbia. E molta statistica e sociologia, materie che odiavo. Ma
penso che allora capiì quanto fosse necessario avere un pezzo di carta,
così sopportai.
Nick
Campion: Così
hai scoperto l'astrologia mentre studiavi per la laurea. L'astrologia
ti ha permesso di scoprire qualcosa a 19 anni, come accadde con Freud
quando ne avevi 12?
Liz
Greene: Si,
certamente. L'astrologia ha dato un senso alla psicologia . Esattamente
come accadde con Freud, qualcosa ha fatto "click". L'astrologia mi ha
mostrato aspetti di noi stessi che normalmente non notiamo, sfaccettature
che di solito non comprendiamo.
Nick
Campion: Quindi
hai visto una connessione immediata tra l'astrologia e la psicologia,
che stavi già studiando. A che punto poi hai scoperto Jung?
Liz
Greene: Ho
letto Jung ad un certo punto, durante l'adolescenza, ma non mi colpì come
Freud. Ritornai sui suoi scritti dopo i vent'anni, e allora avvenne di
nuovo un click.
Nick
Campion: E
ciò avvenne alla luce dell'astrologia?
Liz
Greene: Si.
Nick
Campion: A
quell'epoca stavi lavorando nel mondo della psicologia?
Liz
Greene: Dopo
il dottorato feci una psicoterapia abbastanza convenzionale ed ortodossa,
incluse alcune tecniche freudiane. Non avevo fatto alcun tirocinio junghiano
formale fino a quel momento. E non l'ho fatto fino a molti anni più tardi,
nel 1980. Prima di allora avevo seguito Ian Gordon-Brown e Barbara Somers
al Centre for Transpersonal Psychology (Centro di Psicologia Interpersonale)
a Londra, e ciò mi aveva dato quello che cercavo, qualcosa di molto impegnativo
e scrupoloso che mi permetteva di lavorare in profondità.
Nick
Campion: La
psicoanalisi ti ha dato questa profondità?
Liz
Greene: Beh
sì, la sua versione junghiana. Non sono più junghiana rispetto ad altre
correnti, ma sentivo che questo tirocinio offriva più possibilità di aiutare
le persone rispetto al tirocinio freudiano.
Nick
Campion: Jung
stesso ha preso così tanto dall'astrologia e dalle tradizioni esoteriche
che forse è più facile fare questo tipo di accostamento piuttosto che
quello di Freud con l'astrologia. Ti sei trasferita a Londra nei primi
anni '70. Ricordo di aver letto il tuo nome su Time Out, la rivista di
spettacolo, come insegnante di astrologia per un'organizzazione alternativa,
e di aver pensato: "Dovrei andare a queste lezioni", poi sono stato preso
da altre cose.
Liz
Greene: Era
il 1975/76. L'organizzazione si chiamava Gentle Ghost.
Nick
Campion: Da
allora, in tutti questi anni di insegnamento e di lavoro, hai trovato
una definizione calzante per l'astrologia?
Liz
Greene: Bella domanda!
Non ho una definizione "scolpita nel granito". Per me l'astrologia è un
sistema simbolico. E' una lente, o uno strumento che utilizza particolari
tipi di immagini simboliche o modelli per dare un senso agli schemi profondi
della vita, che altrimenti sarebbe impossibile definire a livello intellettuale,
anche se poi possiamo sperimentarli in altri modi, a livello non-intellettuale.
E' uno strumento grazie al quale la vita può essere interpretata in base
ai suoi schemi prioritari. E per questo penso che tutte le altre lenti
come i tarocchi, la kabbalah, la mitologia, la letteratura, la poesia,
il teatro, la pittura, la scultura sono mezzi altrettanto validi che hanno
rappresentato un nutrimento per l'astrologia, mentre l'astrologia ha rappresentato
un nutrimento per loro. Penso non esista un'astrologia pura. Sostenerlo
è come affermare che c'è una razza inglese pura. L'astrologia è una lente,
un sistema di simboli.
Nick
Campion: Mi
sembra che se intendiamo l'astrologia come una lente dobbiamo anche intendere
che l'astrologo sta guardando qualcosa; in questo caso possiamo scegliere
di porre l'enfasi su ciò che si sta guardando, oppure su chi guarda, sull'astrologo.
Possiamo quindi porre una serie di domande per capire come le percezioni
dell'astrologo determinino il suo modo di fare astrologia, oppure possiamo
concentrarci su quello che sta guardando l'astrologo, ciò che osserva
attraverso la lente. La lente distorce la visione? Gli astrologi osservano
qualcosa di reale? Credi che ci sia qualcosa di reale, là fuori, che possiamo
chiamare astrologia e che stiamo osservando?
Liz
Greene: Dipende
da ciò che intendi per reale. Lo zodiaco non esiste in concreto. E' l'apparente
cammino del sole intorno alla terra, diviso in dodici segmenti; ad ogni
segmento è assegnata una immagine ed una serie di significati e di schemi
di comportamento. Ma lo zodiaco non esiste, nel senso che non ci sono
animali che galleggiano nello spazio. Quindi, in un certo senso, l'intero
sistema non è reale. Il tavolo presso cui siamo seduti possiamo definirlo
reale. Se consideri la realtà come qualcosa di più complesso, come un
insieme di connessioni, collegamenti, risonanze o corrispondenze tra le
cose, allora sì, questi schemi sono reali. Ma non è assolutamente possibile
misurarli e quantificarli tramite gli strumenti della cosiddetta realtà.
Il problema è che non so cosa intendi quando dici reale. O meglio, so
cosa intendi, ma se Richard Dawkins mi chiede "E' reale?" intenderà qualcosa
di diverso da quello che intendo io.[14]
Nick
Campion: Ho
usato la parola "reale" nel senso di Richard Dawkins.
Liz
Greene: In
quel senso no, l'astrologia non è reale. Ciò non vuol dire che non esiste
o che non è valida, ma che in quel senso non è reale. Io credo che esista
un disegno oggettivo, un'interconnessione, un'unità o un insieme di risonanze.
Si può usare l'espressione che più ci piace, mistica o ermetica, o la
lingua che preferiamo. Esiste, al di fuori di noi. Non solo nelle percezioni
degli astrologi.
Nick
Campion: Inizi
"La Relazione Interpersonale" con un'intensa citazione di Gerhard Dorn
sull'unità del tutto:
"Non
sai tu che il cielo e gli elementi erano primariamente una sola cosa e
che furono separati gli uni dagli altri dal divino artificio, in modo
da dare alla luce te e tutte le cose? Se tu sai questo, il resto non può
sfuggirti. Pertanto in ogni generazione è necessaria una separazione di
questo tipo… Tu non farai mai degli altri quell'Uno che cerchi se prima
non sarà fatta una sola cosa di te stesso." [15]
E' una dichiarazione
molto forte dell'idea di come l'astrologia scaturisca naturalmente dalla
comprensione dell'unità del cielo e della terra, e del concetto che l'esperienza
astrologica inizia con noi. Nello stesso libro riconosci anche il valore
della moderna scienza di base quantica, e mi chiedo allora se condividi
ancora le parole che hai scritto 25 anni fa. Hai detto che "l'astrologia
è … una mappa del sistema di leggi in base al quale operano le energie
della vita. Un'astrologia sostenuta dalla ricerca statistica e dall'investigazione
scientifica."[16] Questo
concetto rappresenta il tuo pensiero attuale? Mi interessa questa dichiarazione
perché si dice che c'è stato un cambiamento nel modo in cui gli astrologi
vedono la ricerca scientifica e la statistica come mezzi per convalidare
l'astrologia, e che i risultati statistici negativi hanno incoraggiato
una posizione anti-scientifica tra gli astrologi. La tua visione è cambiata
al riguardo dal 1977?
Liz
Greene: Penso
che la ricerca sia molto preziosa in astrologia, nel senso che può mettere
in rilievo gli schemi. A volte la ricerca rivela disegni che non ci aspettavamo,
che mettono in discussione i nostri presupposti. Quindi è molto importante
per noi eseguire ricerche statistiche. Ciononostante, non penso che siano
valide per cercare di dimostrare che l'astrologia funzioni veramente,
perché se si ha una mentalità assolutamente contro l'astrologia, si cercherà
in ogni caso di trovare mancanze anche nelle statistiche. E di solito
si può distruggere qualsiasi tipo di statistica. Gli astrologi possono
eseguire ricerche statistiche per i propri scopi, ma non c'è modo di convincere
gli scettici. Se faccio 300 carte astrali in un anno a persone con il
sole opposto a saturno, e l'80% di loro hanno padri che li hanno abbandonati
quando erano piccoli, o padri che sono morti presto, o padri che li hanno
lasciati prima che nascessero, o padri freddi e distanti, questa è una
ricerca statistica. Potrei dire "Bene, l'80% delle 300 carte astrali che
ho fatto e che hanno l'opposizione Sole-Saturno presentano questo tipo
di schema psicologico". Potrebbe essere utile per me indagare ulteriormente
sul significato di questo aspetto. Ma se porto questa ricerca a qualcuno
che la intende in senso più "scientifico", potrebbe dirmi:"300 persone
non sono niente. Hai bisogno di 3.000 persone, e di un gruppo di controllo
neutrale". Qualsiasi cosa fai, ti chiederanno altre prove. Penso che la
ricerca che facciamo sia molto importante per noi. Se poi convince qualcuno
non mi interessa, ad esseri onesti. Penso che dobbiamo farla per un nostro
sviluppo costante.
Nick
Campion: Quindi
per quanto riguarda la definizione di ricerca hai appena evidenziato un
approccio qualitativo basato sullo studio della casistica.
Liz
Greene: Si,
su piccoli o grandi numeri.
Nick
Campion: Il
problema dell'astrologia come qualcosa di "esterno" e "reale" ci porta
alle diverse rivendicazioni degli astrologi e alle differenti tecniche
che seguono per costruire un oroscopo e il sistema delle case. Questa
rivalità dei sistemi delle case è uno dei problemi maggiori in astrologia,
oltre alla disputa tra lo zodiaco siderale e quello tropicale. Come si
decide quale sistema usare, oltre che quale zodiaco? Una volta hai detto
che "bisognerebbe usare il sistema che va bene per noi". Così sembra che
tu voglia porre l'astrologo al centro della disputa, invece dell'astrologia.
Liz
Greene: Solo
in parte. Penso che tutti questi differenti approcci strutturali aprano
una finestra su qualcosa, ma è una finestra ristretta, e nessuna di loro
rivela il panorama completo. Per questo penso che tutti gli approcci abbiano
validità solo per alcuni astrologi e non per altri.
Nick
Campion: Quindi
sei d'accordo quando gli astrologi dicono di acquisire i clienti di cui
hanno bisogno?
Liz
Greene: Si.
Nick
Campion: E'
un'idea molto provocatoria. C'è un cliente da qualche parte, lontano,
che improvvisamente, ad una certa ora, prende il telefono, ti chiama e
ti chiede: "Puoi leggermi la carta astrale?". Ha senso dire che tu stai
richiamando quella persona?
Liz
Greene: Non
so se si può dire che lo sto richiamando. Penso che dovremmo ritornare
al concetto delle risonanze. Supponiamo per esempio che l'opposizione
Saturno-Plutone stia per entrare in quadratura al tuo sole, e ciò rappresenta
una specie di quadro simbolico di ciò che tu stesso diventerai in un dato
momento. Tu sperimenti, o t'imbatti, o entri in contatto con un particolare
tipo di energia, che si trova sia dentro di te che fuori. Allora potresti
sperimentare determinate situazioni nella tua vita che sono connesse a
questa opposizione. Il modo di gestire queste situazioni è molto individuale.
Potresti dire: "Bene! E' veramente una situazione difficile e dura. Voglio
laurearmi in Filosofia in questo periodo", e quindi utilizzare l'aspetto
per qualcosa di utile. Oppure potresti sentirti vittima e dire: "Qualcuno
è entrato in casa mia" o "Ci sono disordini in strada ed hanno bruciato
la mia macchina" o cose del genere. La natura dell'esperienza è connessa
alla propria abilità di gestire ciò che si è in quel momento. Ugualmente,
come astrologo, potresti imbatterti in una serie di clienti che sono una
eco di quello che tu stai vivendo. Per questo potresti vedere molti scorpione
o capricorno o individui colpiti da questa opposizione. Alcune persone
potrebbero venire da te con uno specchio che in qualche modo risuona per
le stesse cose per cui anche tu stai risuonando. Non penso che l'astrologo
richiama il cliente. Piuttosto, quando sperimenti una certa situazione,
ciò che risuona con essa entra nella tua vita. Non è casuale.
Nick
Campion: Se
usi la parola "risonanza" con uno scienziato materialista come Richard
Dawkins, lui avrebbe sicuramente una spiegazione fisica di cosa è una
risonanza. Stai facendo un uso poetico di questa parola?
Liz
Greene: Beh,
anche letterale. Se usi un diapason e una chitarra ben accordata risponde,
avremo una risonanza udibile. Se però la chitarra non è ben accordata,
non avremo nulla. Questo tipo di risonanza accade a livello fisico.
Nick
Campion: Ciò
significa che rispondiamo tutti alla musica dei pianeti?
Liz
Greene: Penso
che siamo parte della musica. E' una catena costante di accordi e risonanze.
Nick
Campion: Torniamo
all'opposizione Saturno-Plutone. Se qualcuno con questo transito può scegliere
se essere vittima o seguire un sentiero strutturato, come per esempio
laurearsi, qual è la natura di questa scelta? La capacità di operare la
scelta è legata ad un altro schema astrologico nella carta?
Liz
Greene: No.
C'è qualcosa che opera all'interno delle risonanze che la psicologia definisce
coscienza. Non ho certamente una definizione di ciò che è, eccetto che
è mercuriale. La coscienza è come la figura di Mercurio in alchimia. Non
è limitata o confinata negli schemi astrologici. La coscienza risiede
e si esprime attraverso questi schemi, ma può operare al di fuori di essi,
o intorno ad essi, ed è ciò che ci permette di compiere delle scelte.
Penso che questo sia ciò che trasforma il nostro modo di rispondere agli
schemi. Possiamo semplicemente rappresentare gli schemi ciecamente, e
questo è ciò che succede nel regno animale, oppure possiamo portare l'elemento
della coscienza. In questo caso lo schema non scompare, ma possiamo aggiungere
nuove note agli accordi.
Nick
Campion: Pensi
quindi che la coscienza è qualcosa di extra, al di là dell'astrologia?
Liz
Greene: Sì,
lo penso.
Nick
Campion: Ricorda
ciò che i filosofi neo-platonici chiamerebbero anima. Direbbero che l'anima
è al di sopra del corpo, al di sopra delle stelle. Ma se la coscienza
è al di sopra dell'astrologia, che ne è dei pianeti cosiddetti coscienti
nell'oroscopo come Mercurio, Venere, Marte, contrapposti ai pianeti esterni,
o inconsci?
Liz
Greene: Nessun
pianeta è garantito come cosciente. I pianeti dovrebbero essere visti
come rappresentazioni di schemi. Se un individuo è cosciente dello schema
dentro di lui, il pianeta relativo si manifesta consapevolmente. Ma il
solo fatto di essere un pianeta interno non significa che lo schema relativo
si manifesti coscientemente. Questo è ciò che mi ha insegnato l'esperienza.
Ci sono persone che possono essere totalmente inconsapevoli di ciò che
la Luna rappresenti, o di cosa significhi Venere per loro. Qualsiasi schema
rappresentato dai pianeti è parte della natura umana, ma si può essere
totalmente ignari al riguardo. Noi lo proiettiamo, siamo in sua balia,
ne siamo colpiti, ci identifichiamo in esso, ne siamo prosciugati, ma
siamo completamente inconsapevoli che lo schema siamo noi. Sembra che
sia al di fuori, che sia qualcosa che ci sta capitando, eppure è dentro
di noi, siamo noi. Il fatto che sia dentro di noi non garantisce che sia
in qualche modo connesso alla coscienza.
Nick
Campion: Ma
come facciamo a capire di essere consapevoli di una cosa?
Liz
Greene: E'
difficile da spiegare. E' qualcosa che ha a che fare con la sensazione
di trovarsi in una posizione centrale e salda ed essere consapevoli, non
solo a livello intellettuale ma attraverso sé stessi, di qualcosa che
riconosciamo far parte di noi ma con la quale non ci identifichiamo. C'è
uno spazio tra noi e questo qualcosa. Per esempio, se oggi ho un transito
di Marte e tu dici la cosa sbagliata io mi arrabbio; se io sono inconsapevole
di questa rabbia, semplicemente mi arrabbierò. Non so neanche perché sono
arrabbiata. Allora dirò parole offensive, ti attaccherò e ti colpirò.
Non c'è posto per una consapevolezza personale. Non ho idea di quello
che sto per fare, di quello che sto per dire o di quello che provo. Agisco,
e poi dico:"sono spiacente, ho perso le staffe, non volevo fare quello
che ho fatto".
Al contrario, se sono consapevole, nel sentire le tue parole saprò che
sono arrabbiata, e forse anche perché lo sono. Potrò sentire la rabbia,
ma io non sono quella rabbia, e ciò mi permetterà di dire a me stessa:"Veramente
il mio amico intende dire questo? Che cosa ha innescato in me?", e potrò
lavorarci sopra. Se la rabbia persisterà, potrò dirti tranquillamente:"Ti
rendi conto di quello che hai detto? E' molto offensivo". Oppure potrò
tenere la bocca chiusa perché avrò capito che la mia rabbia non ha niente
a che fare con te, è un mio problema .
Nick
Campion: Quindi
i nostri processi di pensiero interiori sembrano essere cruciali. Se intendiamo
l'astrologia come un linguaggio, possiamo riferirci a questo stato d'animo
cosciente come a qualcosa relativo ai Gemelli o alla Vergine? Qualcosa
di analitico?
Liz
Greene: Non
penso che coinvolga l'analisi. Alcuni individui possono concettualizzarlo,
ma la coscienza può essere acqua, fuoco o terra. E' una qualità della
consapevolezza che significa che una persona non si identifica con ciò
che sta sperimentando. Rimane al di fuori, non dissociandosi ma sufficientemente
distaccata per poterla riconoscere. Può riconoscerla a vari livelli, non
necessariamente a livello intellettuale.
Nick
Campion: Quindi
quando gli astrologi dicono, e lo fanno spesso:"Che brutto periodo, ho
un transito di saturno", pensi sia una cosa sbagliata da dire?
Liz
Greene: Beh,
lo dico anch'io. Ma so cosa intendo quando lo dico. Parlare in questo
modo in realtà non esprime veramente quello che sta accadendo. E' una
scorciatoia. Non viviamo un brutto periodo a causa del transito. Il transito
è una sigla simbolica di quello che stiamo sperimentando. Non ne è la
causa. Non posso andare in giro a correggere tutti mentre parlano, così
anche io dico "Che giorno schifoso! Ho saturno chissà dove". E' una scorciatoia.
Nick
Campion: Il
transito è una sigla, questo mi ricorda gli aforismi astrologici, uno
degli quali molto popolare di Charles Carter: "Le stelle non costringono,
persuadono". Geoffrey Cornelius ha aggiunto: "Non persuadono né costringono,
le stelle indicano". In questo senso i transiti possono essere intesi
come indicazioni invece che come cause?
Liz
Greene: Anche
io penso che i pianeti indicano. Non spingono, costringono, o disperdono.
Sono semplicemente indicatori.
* *
*
Parte
1, Parte 2, Parte 3, Parte
4
©
2001 Nicholas Campion - Diritti Riservati
Nicholas
Campion è ex Presidente dell'Astrological Association del Regno Unito.
Studia Astrologia dai primi anni '70 e insegna questa materia dal 1980
per Il Camden Institute di Londra, la Faculty of Astrological Studies
e, più recentemente, per il Kepler College. Attualmente è anche uno studente
diplomato nel dipartimento di Studi Religiosi presso il Bath Spa University
College, in Inghilterra. Nick ha vinto nel 1992 il premio Marc Edmund
Jones, nel 1994 il premio Georges Antares e nel 1999 il premio Spica per
l'eccellenza professionale. I suoi libri comprendono "Mundane Astrology"
e "The Book of World Horoscopes". Informazioni su questi libri sono disponibili
sul sito web: www.nickcampion.com
[13] Liz
Greene e Howard Sasportas hanno fondato insieme il "Centre for Psychological
Astrology" nel 1983. Darby Costello è un docente del Centro.
[14]Richard
Dawkins è professore di Public Understanding of Science presso l'università
di Oxford ed uno dei più popolari scrittori di libri scientifici del
Regno Unito. E' un militante ateo materialista ed un duro oppositore
dell'astrologia, di tutti i fenomeni paranormali e delle credenze metafisiche
e religiose. Il suo attacco all'astrologia è disponibile sul sito web
dell'Astrological Association: www.astrologer.com/aanet
[15] Liz
Greene, Relating: An Astrological Guide to Living with Others on a Small
Planet, London: Coventure, 1977, p. 1. Edizione italiana: La Relazione
Interpersonale: Guida astrologica a vivere con gli altri su un piccolo
pianeta, 1989, Casa Editrice Astrolabio - Ubaldini Editore, Roma
[16] Ibid.,
p. 274.
Traduzione dall'inglese: Simona d'Alessio
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